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sabato 26 dicembre 2009

Test IV "Bruciato"

Dopo faticose ore di salita estenuante, finalmente, arrivarono in cima al colle.

Si fermarono a contemplare il paesaggio che si stendeva verso l'orizzonte ai loro piedi: un immensa pianura di sabbia dove l'unico colore che regnava era un piatto grigio. Nulla era rimasto di vivo, nulla era rimasto di ciò che prima popolava l'immensa area, nulla era rimasto a testimonianza di una precedente civiltà, l'unica cosa che si poteva vedere era terra bruciata per centinaia di chilometri.

Le due figure ammantate che si stagliavano all'imbocco della valle si domandavano cosa potesse mai essere successo alla verde pianura brulicante di vita, cosa potesse mai aver spazzato via tutto senza lasciare neanche un superstite, cosa potesse mai aver distrutto ogni cosa senza un minimo di pietà.

Allora il secondo si rivolse verso il primo e lentamente disse:” Forse sarebbe meglio se tornassimo a casa.” Si girò e si incamminò, il primo lo seguì.


martedì 10 novembre 2009

Test III "Dialogo"

“Guarda che se ti turba, possiamo anche cambiare discorso. Non è di fondamentale importanza parlarne, beh io un po' ci tenevo perché è da mesi che continuo a pensarci, mi sembra che sia arrivato il momento di discuterne, non ti sembra?”

“Si hai ragione, continua pure.”

“Beh, comunque, se esagero o ti pare che stia drammatizzando troppo, fermami pure, non farti problemi a dirmi quello pensi, sai che, alle volte, ingigantisco le cose, ma sei sicura di volerne parlare, non ti vedo convinta.”

“Si, si anche io è da un po' che ci penso, forse è il momento giusto.”

“Non ne sono più tanto convinto, forse sarebbe meglio parlarne in un altro momento. Mi sembri un po' strana, ma non stai lavorando un po' troppo in questi tempi? Ti vedo parecchio stanca, forse dovremmo riprendere il discorso un altro giorno, quando sarai più tranquilla.”

“No, no, è tutto a posto. Sto lavorando parecchio, ma non sono stanca. Dai prosegui mi stava iniziando a interessare.”

“Ma sei sicura? Non mi sembrava che ti stesse prendendo più di tanto, anzi mi sa che ti stavo annoiando. Effettivamente se non ti interessa quello che penso ti basta dirlo, non mi faccio problemi, anzi è meglio non parlarne più, così risolviamo qui.”

“Eh no, hai iniziato, adesso finisci.”

“Visto diventi acida, con te non si può mai fare un discorso.”


venerdì 6 novembre 2009

Test II "Bellezza"

Presi in mano una pietra, era perfetta nella sua rotondità, liscia al tatto e lucida alla vista. Me la rigirai tra le mani, era compatta e leggera allo stesso tempo. La rimirai tra le dita e controluce, non ne trovavo imperfezioni. Non avevo mai visto una pietra così bella, cercai di ricordare le altre che avessi trovato, se fossero state come quella, se avessero potuto minimamente essere paragonabili con lei, ma niente, nonostante mi spingessi con la memoria fino alla mia infanzia, niente, nessuna poteva essere minimamente avvicinata da quelle magnifiche fattezze.

Strinsi le nocche intorno a quel piccolo tesoro finché non sbiancarono. Cosa ne avrei potuto fare, non si poteva sprecare tanta bellezza, ora, non avrebbe potuto ritornare nel mucchio insieme alle altre, nell'anonimato della riva, dove, forse, nessun altro l'avrebbe più notata e lodata, come avrebbe meritato di essere.

La guardavo, l'accarezzavo, la rigiravo e ne saggiavo la fragranza, quell'odore di umido e salmastre che aleggia vicino all'acqua. Continuavo a domandarmi dove avrei potuto metterla per far si che il mondo l'ammirasse, come avrei potuto darle la scena che avrebbe meritato, come avrei potuto darle l'ammirazione che meritava.

Guardai il fiume e mi misi in posizione, con un rapido movimento del braccio la lanciai. Otto salti fece sulla superficie dall'acqua, non male, proprio una bella pietra.


martedì 3 novembre 2009

Test I "Al Bar"

Continuava ad aspettare che arrivasse, come al solito era in ritardo. Si stava iniziando ad annoiare, i suoi pensieri era centrati sul fatto che fosse sempre così e, molto probabilmente, sarebbe stato sempre così. Il suo sguardo cadde in quel momento su un nuovo avventore diretto verso il bancone.

Salutò la barista e ordinò un caffè, questo era, decisamente, il bar dove preferiva berlo. Lo servivano come piaceva a lui: bollente, nero e cremoso. Doveva sempre allungare la strada del ritorno verso casa per andare in quel locale, ma per un caffè così ne valeva la pena. Il cliente che aveva di fianco stava consumando anche lui un caffè, ma lo stava oltraggiando unendoci latte e zucchero.

Mentre stava per prendere in mano la tazzina, si accorse di essere guardato di traverso, l'uomo vicino a lui lo stava letteralmente uccidendo con lo sguardo. Si immobilizzò e inizio a domandarsi che cosa mai volesse questo tipo strano, chissà cosa mai gli avesse fatto, decise così di ignorarlo e di guardare altrove, puntò allora gli occhi sulla barista, una vista sicuramente migliore del bestione a fianco.

Quella era una di quelle serate dove non si riusciva a stare tranquilli un secondo, continuavano ad arrivare clienti, quindi non sarebbe riuscita ad uscire per fumare una sigaretta. Era il problema di questo lavoro, in alcuni momenti non c'era nessuno, in altri non si riusciva a stare fermi un secondo. Salutò un ragazzo che se ne stava andando e si concentrò nuovamente sulla birra media che stava spillando.

Aprì la porta, prese una sigaretta, la infilò in bocca e l'accese. Si diresse verso la macchina mentre stava pensando che domani si sarebbe dovuto alzare presto per andare a lavorare.


Avvertenze D'Uso

Inauguriamo con il prossimo post una nuova corrente di pensiero (molto plateale N.d.r.) che necessita di un piccolo manuale d'uso, infatti, inizierò a fare esperimenti su un nuovo stile, ovvero l'”astrattismo” o, almeno, così ho pensato di chiamarlo io, magari esiste già, ma io lo ignoro.

L'idea nasce dalla lettura di Dino Buzzati (senza offesa N.d.r.), sia da “Sessanta Racconti” sia da “Il Deserto Dei Tartari”.

I racconti che seguiranno con l'etichetta “nonsense”, come dice la parola stessa, non hanno senso, non hanno una logica e, soprattutto, non hanno significati nascosti (a chiunque ne trovasse consiglio qualche seduta da un buon psicologo N.d.r.), l'autore, nel scriverli, cercherà di non esprimere assolutamente nulla. Il lettore si troverà, in questo modo, ad affrontare una lettura piacevole (almeno si spera N.d.r.), ma che sarà senza una conclusione e soprattutto non gli dovrebbe suscitare nessuna emozione, tranne il dubbio di avere sprecato del tempo.

Se casomai qualcuno riuscisse a estrapolare qualsiasi cosa sopra citata, gli porgo le mie scuse, sto cercando di migliorare.

Buona lettura.