venerdì 23 ottobre 2009

Colazione Da Joseph

L'arrivo dell'inverno è alle porte, le cime dei monti si sono imbiancate, così, viste le basse temperature, il mio ormai ottuagenario vicino si è ritirato in una quiete paragonabile soltanto ad un letargo. In un primo momento ho pensato che fosse morto, visti gli odori che aleggiano nei dintorni, ma, grazie ad un'accurata constatazione, ho appurato che, nonostante l'età, la tetra mietitrice sia lungi da volerlo trarre a sé.

Ieri mattina uscendo di casa sono stato intercettato dal vecchio e invitato a fare colazione da lui, nonostante in un primo momento abbia deciso di rifiutare, alla fine ho accettato.

L'ostinato gutturale scraciatore stava pasteggiando con un minestrone accompagnato da un bicchiere di the. Non avendo la minima intenzione di ingurgitare la brodaglia che il vecchio gustava, ho deciso di ripiegare solo su una tazza della bevanda posta al centro della tavola. Trovandomi a stomaco ancora vuoto e con una secchezza di fauci insopportabile, mi sono tracannato il bicchiere d'un fiato per accorgermi, trattenendo un conato di vomito, che il liquido bevuto non fosse, come pensavo, the, ma bensì génépy.

Solitamente reggo bene l'alcol, ma bere alle sette di mattina mezzo litro di génépy caldo mi ha scombussolato leggermente, così mi sono ritrovato a non andare a lavorare e a passare la mattinata in compagnia di un alcolizzato, sembra.

“Cristo è stato il primo vero e unico comunista”, “Io sono sempre arrivato dove volevo andare senza che uno schermo mi dicesse dove girare, oltretutto così Loro sanno dove sei”, “La mia macchina andava benissimo, anche se aveva solo il carburatore”, “Se fa caldo, fa troppo caldo, se fa freddo, fa troppo freddo”, questi e altri deliri sono stati gli argomenti dei monologhi di Joseph, io ho ottenuto solo un mal di testa post sbornia e una paternale per non essere andato a lavorare come un bravo cittadino.



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